Dabliu

Su di me

The Power of Nothing

Sto seguendo

Parole odiose sugli omosessuali: Signor sindaco, adesso si scusi

Gentile sindaco,
le scriviamo per descriverle l’offesa che le sue dichiarazioni - più punti alle coppie sposate nelle graduatorie comunali - hanno arrecato a noi e certamente a tantissimi altri bolognesi come noi.

Lei dice senza tanti mezzi termini che chi non si sposa non si assume delle responsabilità: è una frase odiosa, quasi irripetibile, che ferisce, umilia, e che fa spallucce di fronte alle tante difficoltà del presente. In particolare, chi le scrive è un gruppo di persone gay e lesbiche, persone per le quali il matrimonio in Italia non è una questione di scelta: ci è proibito.

E questo, creda, non è assolutamente un vantaggio: se le faccia raccontare le storie di quei gay e quelle lesbiche sbattute fuori dalle case in cui hanno sempre vissuto dopo la morte del compagno o della compagna perchè la legge non li riconosce. Oppure si faccia raccontare di quegli omosessuali morti in ospedale in solitudine “perchè se non sei un familiare non puoi entrare”. E chieda anche di quelle coppie omosessuali che sono dovute andare a sposarsi all’estero per fornire tutele minime ai figli che hanno deciso di crescere assieme.

Ma soprattutto potremmo raccontarle di tutte quelle famiglie che hanno voltato le spalle agli omosessuali, lasciandoli soli, senza parole di conforto né sostegno nei momenti di difficoltà. E potremmo parlarle anche della quotidianità che ogni giorno non perde occasione di ricordarci che siamo diversi, un po’ grotteschi, l’ideale per un salotto in tv ma guai, ad esempio, ad affidarci un bambino.

Perché vede sindaco, le responsabilità uno non se le assume soltanto firmando l’atto del matrimonio (e quanti poi disattendono quegli impegni…), anzi spesso quelle che si prendono senza scambiarsi le fedi sono più aspre, richiedono ogni giorno il loro tributo di passione e di resistenza agli insulti dei falsi perbenisti.

Le sue dichiarazioni, perciò, sono un colpo feroce inferto in una ferita aperta; sono il cinico infierire su cittadini che la legge italiana tratta come di serie B, il ricordargli col sorriso che meno hanno e meno avranno. Siamo consapevoli che l’affermazione delle nostre rivendicazioni è nel nostro Paese un cammino tutt’altro che scontato, ma da un amministratore pubblico e di sinistra non ci saremmo mai aspettati quelle parole, aggravate da una rettifica che archivia le nostre richieste da sempre inascoltate nel baule polveroso del “già noto”.

Pertanto, per quelle parole, pretendiamo innanzitutto pubbliche scuse, non ulteriori fastidiose argomentazioni né tantomeno una citazione di Rosa Luxemburg

Distintamente
Eliodoro Benelli, Giovanni Bolognini, Vincenzo Branà, Mariagrazia Canu, Matteo Cavalieri, Sante Cavallari, Cristiano Cistulli, Claudio D’Agostino, Fabio Debbia, Cinzia Gabriele, Matteo Giorgi, Valentina Lanzetti, Sauro Nanetti, Gionata Russo, Astrid Marconi, Alessandro Neroni, Gianluca Paudice, Piero Pompili, Fabio Premstaller, Ennio Ruffolo, Adriano Silanus

da Repubblica Bologna

11 note merola pd gay lesbiche matrimonio gay LGBT