Agenzie sugli episodi di omofobia all’EUR nella notte del 29/6
GAYVILLAGE, GIOVANE DENUNCIA: “RINCORSO DA BANDA RAGAZZI CON BASTONI”
(OMNIROMA) Roma, 29 GIU - “Era una banda di ragazzi, avevano dei bastoni in mano, e ci hanno rincorso urlando ‘morite, andatevene fr… di merda’”. Alessandro, 35 anni, è scampato, stanotte, ad un’aggressione di stampo omofobo. Una vera e propria “battuta di caccia”, come la definisce lui, e dove a essere cacciati erano i ragazzi che attraversavano il parco situato nei pressi del bar Palombini, poco distante dal Gay Village, all’Eur. Protetti dall’oscurità, una decina di teppisti ha minacciato più di una persona. “Ero stato con un amico al Gayvillage – racconta oggi Alessandro all’agenzia Omniroma - Quando siamo usciti, intorno alle due e mezza di notte, per arrivare prima all’auto, abbiamo voluto tagliare per il parco. Ma dopo aver percorso alcuni metri, abbiamo incrociato un ragazzo che stava correndo verso di noi”. Era uno di quelli rincorsi dalla banda. “Ci ha urlato di andarcene, di non entrare assolutamente là dentro”, racconta Alessandro che, però, non ha seguito il suo consiglio. “Volevamo capire cosa stesse accadendo. Poco dopo, abbiamo visto in lontananza tre ragazzi, armati di bastone, che inveivano contro altre persone. Insulti omofobi: ‘Fr…dovete andarvene. Ci fate schifo. Dovete morire’”. E’ stato allora che uno di questi balordi ha visto in lontananza Alessandro insieme all’amico. “Hanno iniziato a correre verso di noi, agitando i bastoni – prosegue il testimone, che è anche volontario presso il circolo Mario Mieli – Erano molto giovani. Ricordo che uno di loro non aveva la t-shirt, era a torso nudo. Non ci abbiamo pensato troppo su, e siamo scappati”.(SEGUE).
mpa
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(OMNIROMA) Roma, 29 GIU - (SEGUE).
Arrivati al Colosseo Quadrato, e una volta saliti in macchina, i due decidono di cercare una macchina della polizia: “Sono passati quindici minuti, ma non abbiamo trovato nessuno. Così, ci siamo decisi a chiamare il 112”. Nel frattempo, incrociano una gazzella dell’Arma. Raccontano l’accaduto, e i carabinieri riferiscono di essere stati già avvisati da qualcun altro, prima di loro: “Ci hanno detto che altri ragazzi si erano rivolti a loro, chiedendo aiuto. Qualcuno aveva parlato di una gruppo formato da dieci persone, ed era stato riaccompagnato all’auto dagli stessi militari”. La banda, secondo le prime testimonianze raccolte, avrebbe agito soltanto nel parco, da sempre considerato un luogo di battuage. Alessandro e l’amico, per adesso, non sporgeranno denuncia: “A che serve? Non si arriva mai a niente. Certo, se qualcuno mi chiedesse di testimoniare, lo farei”.
I dintorni del Gayvillage furono segnati, nell’agosto del 2009, da una violenta aggressione messa a segno da Alessandro Sardelli, meglio noto come Svastichella, ai danni di due ragazzi omosessuali. La corte d’Appello, per la quale quell’aggressione era “finalizzata ad uccidere”, lo ha condannato a quattro anni e quattro mesi di carcere.
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GAYVILLAGE, BATTAGLIA: “QUESTURA GARANTISCA SICUREZZA AREA ESTERNA”
(OMNIROMA) Roma, 29 GIU - “Il servizio di sicurezza del Gayvillage é riuscito ancora una volta a garantire il sereno svolgimento della manifestazione, che ieri sera era ad ingresso gratuito. Settemila persone hanno trascorso momenti di divertimento in piena sicurezza. Purtroppo, a causa dell’eccessiva affluenza, siamo stati costretti ad allontanare alcune persone in evidente stato di alterazione. Io stessa, minacciata da due balordi, ho chiamato il 113 e ho chiesto aiuto alle forze dell’ordine, che non sono intervenute”. E’ quanto denuncia Imma Battaglia, presidente dell’associazione Dìgayproject, che racconta: “Era l’1.30, e l’afflusso era tale, che ho iniziato a fare personalmente una selezione. Alcune persone erano evidentemente in stato di alterazione psicofisica. Due che ho mandato via mi hanno minacciata, mettendomi le mani in faccia”. Continua la Battaglia: “Credo che i nostri agenti privati, che ogni sera riescono a rendere il Gayvillage un luogo sicuro per tutti, non debbano essere lasciati soli dalle forze dell’ordine, che dovrebbero sorvegliare le strade limitrofe, come via delle Tre Fontane e viale America, e garantire almeno l’ordinaria amministrazione della sicurezza. Ai giovani minacciati rivolgo tutta la mia solidarietà”.
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